Bavarese alla maracuja

Talismano della felicità - prima edizione del 1925

Talismano della felicità - prima edizione del 1925

La più buona ricetta di bavarese è quella del Talismano della felicità, di Ada Boni. Le dosi sono perfette, forse solo un po’ troppo zucchero.

E’ un dolce facile da fare, ma ha bisogno di molta cura nei vari passaggi, altrimenti la crema impazzisce, la colla di pesce si raggruma, la panna non si amalgama… Insomma, è una preparazione liminale, come la maionese, sempre sul punto di essere perfetta o un’autentica catastrofe.

Leggenda vuole che  il dolce  sia una rivisitazione dell’omonima bevanda, imparata nel ’700 dai cuochi francesi al servizio della famiglia Wittelsbach, reali di Baviera.

La corona dei reali di Baveria

La corona dei reali di Baveria

La bavarese è infatti un dolce che sa di stanze sontuose, di posate d’argento e crinolina.

Un dessert  prezioso e raffinato, come il famoso diamante Wittelsbach che si vede incastonato nella corona di Massimiliano I di Baviera.

Wittelsbach-Graff Diamond

Wittelsbach-Graff Diamond

Il diamante, battuto all’asta nel 2008 da Christie’s, è stato acquistato dal gioielliere londinese Graff che lo ha tagliato per eliminare alcune imperfezioni. Speriamo abbia fatto un buon lavoro.

Nel preparare la bavarese alla maracuja, siate rispettosi e precisi come un grande orafo che interviene su una pietra già perfetta.

commensali: 6
tempo: 45 min. di preparazione + raffreddamento
difficoltà: media
vino: rhum o cognac, da fine pasto
controlla di avere in cucina: due ciotole, un cucchiaio di legno, una pentola, uno sbattitore elettrico, un frullatore, uno stampo da budino
note: il frullatore vi serve solo per estrarre il succo della maracuja

INGREDIENTI

500 ml di latte  intero
200 ml di panna fresca
23 gr di colla di pesce in fogli
5 tuorli d’uovo
1 maracuja  (è matura se la pelle è grinzosa)
150 gr di zucchero semolato
1 bustina di vanillina in polvere

LA PREPARAZIONE

Iniziate mettendo a bagno in un piatto con acqua appena tiepida i fogli di colla di pesce. Nel disporli sul piatto, abbiate cura di separare i fogli in modo che non si appiccichino uno all’altro.
Scaldate in un pentolino il latte con la vanillina.

Nel frattempo sbattete in una ciotola i tuorli d’uovo con lo zucchero, fino a renderli chiari e spumosi.
Togliete il latte dal fuoco prima che arrivi a bollore e versatelo a poco a poco nelle uova, mescolando accuratamente.

Rimettete ora il latte con le uova nella pentola e cuocete a fuoco molto basso, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. La crema è pronta quando diventa un poco densa, e vela il cucchiaio invece di colare giù velocemente.
Quando raggiunge la consistenza giusta, togliete immediatamente dal fuoco.
Questo è il momento più delicato della ricetta: se superate l’attimo giusto, la crema impazzisce e diventa… stracciatella. Se temete di sbagliare, meglio spegnere il fuoco con anticipo!

Colla di pesce in fogli

Colla di pesce in fogli

Unite uno alla volta i fogli di colla alla crema ancora bollente, sempre mescolando.
Travasate in una ciotola e lasciate raffreddare, ricordando di mescolare di tanto in tanto perché non si formi una pellicola in cima. Per accellerare, potete immergere la pentola nel lavello con un po’ di acqua fredda.

Maracuja matura

Maracuja matura

Aprite in due la maracuja e mettetene in un frullatore la polpa (che consiste poi in un “grappolo” di semi viscidi). Frullate. Passate al colino il liquido, in modo che i residui dei semini neri siano ridotti al minimo.

Unite il succo della maracuja alla crema.

Montate la panna con lo sbattitore elettrico. Aggiungete un poco alla volta la panna alla crema ormai fredda, mescolando con delicatezza.

Stampo da budino

Stampo da budino

La bavarese è finita. Versatela in uno stampo da budino e lasciatela in frigo per almeno 3 ore.
Per servirla, fate scorrere la punta di un coltello lungo i bordi. Poi immergete lo stampo per 15 secondi in un recipiente con acqua tiepida: la bavarese si scioglierà leggeremente, tanto da poter essere capovolta sul piatto di portata.

Questa bavarese risulta un po’ asprina ed è deliziosa se servita con una salsa calda di cioccolato (è sufficiente sciogliere una tavoletta di extra-fondente!).

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Pesce finto

Il pesce finto è un piatto da vigilia di Natale, quando di precetto si dovrebbe mangiare di magro.

Norman Rockwell - Freedom from want (1943)

Norman Rockwell - Freedom from want (1943)

Evoca i quadretti familiari dell’Italia anni ’50, con la tv in bianco e nero e i mobili della cucina color paglierino.
Se Norman Rockwell fosse nato in Italia, forse avrebbe ritratto un pesce finto al centro di una tavola natalizia nel suo famoso quadro Freedom from want (ambientato invece nel giorno del ringraziamento, con tacchino al seguito).
E la nonna dal grembiale candido avrebbe appoggiato sulla tavola, trionfante, un mostro giallo, ricoperto di maionese, con gli occhi sporgenti di cipolline e la spina dorsale segnata dai capperi.

Famigliola anni '50

Famigliola anni '50

Questa scultura casalinga ancora oggi attira l’attenzione dei commensali, tutti coinvolti nel definire la specie e persino la personalità della bestia . “Ah, questa volta è una sogliola”, “No, no, è uno scorfano. E che sguardo minaccioso”. Oltre ad essere veramente appetitoso, è un ottimo conversation piece.

Dedicato ai “soliti pochi intimi”, che il 22 dicembre, primo giorno della nuova era, hanno brindato in 33 al Natale (e mangiato abbondante pesce finto, insieme ad altre delizie).

commensali: 8
tempo: 30 min. di preparazione + la cottura delle patate
difficoltà: bassa
vino: un rosso leggero, oppure un bianco secco
Passaverdurecontrolla di avere in cucina: due ciotole, una pentola, uno sbattitore elettrico, uno schiacciapatate o, meglio, un passa verdure, tagliere e coltello.
note: non preoccupatevi se viene abbondante. Il pesce finto si conserva bene anche per tre giorni in frigo, ed è un ottimo avanzo a cui attingere per spuntini notturni!

INGREDIENTI

Per il pesce
1 kg di patate
350 gr di tonno in scatola all’olio
2 cucchiai di capperi sotto aceto
4 filetti di acciuga sott’olio
sale

Per la maionese
2 tuorli d’uovo
300 ml d’olio extravergine d’oliva
il succo di mezzo limone spremuto
sale

Per decorare
Capperi, cipolline, cetriolini… ovviamente dipende tutto dalla creatura ittica che volete modellare.

LA PREPARAZIONE

La maionese

Consiglio di iniziare dalla maionese. Tolto il dente, tolto il dolore.

Pesce finto

Pesce finto

Il pesce
Sbucciate le patate e mettetele a bollire in abbondante acqua.
Scolate l’olio in eccesso del tonno in scatola.
Tritate grossolanamente i capperi e le acciughe.
Quando le patate saranno cotte, tiratele fuori dall’acqua e passatele ancora calde con il passaverdure, insieme al tonno e ai capperi.
Impastate velocemente il tutto con le mani, fino a che non ne risulti una morbida massa rosa. Assaggiate e aggiustate di sale, se necessario.
Modellate la massa su un piatto di portata, dandole la forma di un pesce.
Lasciate raffreddare il vostro pescione.
Coprite il mostro ittico con la maionese e decoratelo a dovere, mettendo gli occhi, le squame, pinne caudali…

Non sottovalutate alcuni passaggi.

  1. Se fate l’intera l’operazione con le patate calde, l’impasto sarà morbido e soffice.
  2. Potete usare anche lo schiacciapatate, ma il passaverdura è meglio.
  3. Impiegate poco tempo per impastare, altrimenti diventa colloso.
  4. Un trucco per conservarlo in frigo: infilate alcuni stuzzicadenti nel pesce e appoggiatevi sopra con delicatezza la pellicola trasparente, così non rovinate le vostre decorazioni.

Servitelo con pane tostato.

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